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Madre e figlia avvelenate con la ricina: parrocco può sapere verità
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Madre e figlia avvelenate con la ricina: ecco chi può sapere tutta la verità

madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella

Svolta vicina nel caso di madre e figlia avvelenate con la ricina: c’è una persona che potrebbe sapere tutta la verità.

Continuano ad essere parecchie le indiscrezioni sul caso di madre e figlia avvelenate con la ricina e morte a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Dopo il possibile segreto scoperto da Antonella Di Ielsi, ecco che ci sarebbe una persona che potenzialmente potrebbe conoscere la verità sul doppio decesso o, per lo meno, avere informazioni utili a chiudere il caso.

Scena del crimine nastro polizia

Madre e figlia avvelenate con la ricina: il ruolo della cugina

La vicenda di Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita, madre e figlia avvelenate con la ricina, è stata trattata dalla trasmissione di Canale 5 ‘Morning news’ dove si è parlato anche delle indagini e delle persone che sarebbero state attenzionate dagii inquirenti. Particolare rilievo ha avuto la figura della cugina di Gianni di Vita, marito e padre e delle due vittime. Pare, infatti, che la donna non parlasse più con Antonella per qualche ragione.

Chi può sapere la verità sul caso: cosa filtra

Ma dettaglio ben più importante è quello legato al parroco di Pietracatella che potrebbe conoscere dettagli importanti. A spiegare la situazione è stato sempre a ‘Morning News‘ il giornalista Giuseppe Guastella secondo cui la figura dell’uomo di Chiesa “è determinante. Per quello che so io, il parroco si era valso del segreto confessionale, in relazione ad altre persone, ovviamente, ad altri suoi parrocchiani, sicuramente non l’avrà fatto, immagino, nei confronti della signora, di ciò che la signora va”.

E ancora: “Credo sia una testimonianza importantissima perché probabilmente lui sa qualcosa che potrebbe essere utile alle indagini. Io credo, come diceva anche la collega da Roma, che siamo in un momento particolare di questa inchiesta. Siamo in una fase determinante, dove tutto sta accadendo. Ovviamente non ne sappiamo niente, perché è giusto così”.

Secondo Guastella “c’è tutto un sistema che si sta muovendo, di triangolazioni, che aspetta solamente il momento giusto per chiudere il cerchio o comunque per arrivare ad un sospetto. Perché per adesso siamo su base indiziale, non abbiamo prove in questa fase, altrimenti avremmo avuto già dei provvedimenti cautelari”.

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ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2026 11:29

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